Nessun dente dovrebbe essere estratto se non con una giusta motivazione.
In questo articolo vengono valutate le principali indicazioni per l’estrazione dei terzi molari.

Le manovre chirurgiche per l’estrazione dei terzi molari inclusi possono comportare complicanze e rischi che comprendono dolore, edema, trisma e lesioni temporanee e permanenti del nervo alveolare inferiore e del nervo linguale.
In letteratura tutti gli autori concordano che l’estrazione dei denti inclusi è indicata qualora gli stessi siano associati a condizioni patologiche, in particolare infezioni, lesioni cariose non curabili, cisti, tumori e riassorbimento radicolare dei denti adiacenti.
Le estrazioni a scopo profilattico sono ancora oggi oggetto di controversie, per questo sono state create e diffuse linee guida sulle reali indicazioni all’estrazione dei terzi molari.
Le linee guida si riferiscono ai terzi molari superiori e inferiori, anche se la gestione nei superiori inclusi è meno complessa.
L’estrazione del terzo molare inferiore è l’intervento più comunemente effettuato in chirurgia orale e maxillo-facciale. La prevalenza con la quale il terzo molare inferiore si presenta incluso è di circa il 20-30%.

 

 

Indicazioni Terapeutiche

Tutti gli studi presenti in letteratura concordano sul fatto che i terzi molari debbano essere estratti quando si associano a una o più delle seguenti situazioni.

 

Pericoronite

È un’infiammazione della gengiva che circonda la corona di un dente. Ha una prevalenza del 10% , ed è la patologia più frequente a carico dei terzi molari, soprattutto inferiori. Si riscontra con maggior frequenza negli adolescenti e pazienti giovani-adulti, in associazione a terzi molari semi-inclusi, disto-angolati o verticali.

 

Carie del secondo molare

In un basso numero di casi (1-4,5%) si può osservare carie del secondo molare associata alla presenza del terzo molare, rischio che aumenta se il terzo molare incluso risulta mesio-angolato oppure orizzontale e con il punto di contatto in prossimità della giunzione amelo-cementizia del secondo molare, ostacolando così le manovre di igiene orale domiciliare e professionale.

 

Parodontopatia

Nel 25% dei casi di inclusione del terzo molare si crea distalmente al secondo molare una tasca con sondaggio superiore ai 5 mm che nel tempo tende ad approfondirsi. La presenza di parodontopatia associata al secondo molare e causata dal terzo molare incluso ha una prevalenza inferiore al 5% ed è una valida indicazione all’avulsione.

 

Riassorbimento radicolare a carico del secondo molare

In presenza di un terzo molare incluso o semi-incluso possono verificarsi riassorbimenti radicolari a carico del secondo molare, soprattutto nei pazienti giovani. Ciò sembra dovuto alla pressione del terzo molare sul secondo con un meccanismo che potrebbe somigliare a quello che induce il riassorbimento delle radici dei decidui durante la permuta. In questi casi l’avulsione dell’incluso può favorire un processo riparativo con neoapposizione di cemento sulla radice riassorbita e mantenimento della vitalità pulpare.

 

 

Indicazioni Strategiche

Indicazioni ortodontiche

L’estrazione dei terzi molari può essere indicata per consentire la distalizzazione degli altri elementi in arcata, quando necessario .
È invece ingiustificata per risolvere l’affollamento degli incisivi inferiori, che sarebbe un adattamento dovuto alla prosecuzione della crescita della mandibola oltre il termine della crescita del mascellare superiore, sotto il vincolo rappresentato dal gruppo frontale superiore.

 

Indicazioni protesiche

Nella programmazione di una protesi fissa o mobile è opportuno rimuovere gli inclusi nella zona edentula prima della riabilitazione, in quanto un riassorbimento osseo potrebbe portare a una disinclusione passiva.
Per di più l’incluso può rendere difficile l’applicazione di una corona sul dente adiacente o ridurne il successo a lungo termine per l’aumento del rischio di malattia parodontale in quella zona .

 

Indicazioni chirurgicoortognatiche

Prima di interventi di osteotomia sagittale della mandibola o di osteotomia del mascellare superiore secondo Le Fort 1 è opportuno estrarre i terzi molari inclusi che si trovino sulle linee osteotomiche e che possono interferire con le manovre di osteosintesi.
L’estrazione deve avvenire tra i 6 e i 12 mesi prima dell’intervento di chirurgia ortognatica per consentire la completa guarigione dei tessuti duri.

 

Fattori pro e contro estrazioni profilattiche dei terzi molari

Fattori pro

•    Ruolo spesso inutile nell’economia della bocca

•    Possono aumentare il rischio di modificazioni patologiche e l’insorgenza di sintomi
•    Se vengono estratti solo quando diventano sintomatici i pazienti saranno più anziani e il rischio di serie complicanze post-operatorie può essere maggiore

Fattori contro

•    La probabilità che un terzo molare incluso possa causare modificazioni patologiche nel futuro è stata sovrastimata

•    La chirurgia dei terzi molari inclusi non è priva di rischi

•    Complicanze e discomfort post-operatorio possono essere considerevoli

Tratto dall’articolo originale presente sul sito di Accademia Tecniche Nuove https://accademiatn.it .