Le manifestazioni cliniche e le patologie correlate ai vari virus erpetici sono molto diverse. Le terapie convenzionali portano a una riduzione della sintomatologia ma non curano l’infezione latente.

Gli Herpes Virus umani (Herpesviridae) sono virus a DNA diffusi in tutta la popolazione, caratterizzati da lungo periodo di latenza dopo l’infezione primaria.

Gli Herpes Virus vengono divisi in tre sottofamiglie: Alpha-, Beta-, Gammaherpesvirinae.

  • Alphaherpesvirinae include Herpes Simplex Virus tipo 1 (HSV-1), Herpes Simplex Virus tipo 2 (HSV-2) e Virus della Varicella Zoster (VZV o HHV-3).
  • Betaherpesvirinae include Citomegalovirus (CMV o HHV-5), Herpesvirus 6 (HHV-6) e Herpesvirus 7 (HHV-7).
  • Gammaherpesvirinae comprende Epstein-Barr Virus (EBV o HHV-4) e Herpesvirus associato al Sarcoma di Kaposi (KSHV) conosciuto anche come Herpesvirus 8. (HHV-8)

Come detto all’inizio le manifestazioni cliniche tra i vari virus sono molto diverse così come lo sono le manifestazioni tra infezione primaria e ricorrenze di ciascun virus.

Nei pazienti immunocompromessi gli herpesvirus possono causare gravi patologie anche fatali, invece nei soggetti immunocompetenti le manifestazioni sono in genere reversibili.

HSV-1 e HSV-2 determinano patologie muco-cutanee (herpes labiale, herpes genitale), encefalite, cheratite e gravi patologie neonatali. L’infezione primaria di HSV-1 e HSV-2 è spesso asintomatica.

HSV-1 causa, nella maggior parte dei casi, infezioni al cavo orale, oculari e faciali, mentre HSV-2 colpisce soprattutto i genitali e la cute delle zone inferiori del corpo.

L’infezione primaria da HSV-1 si manifesta con un quadro clinico definito “gengivostomatite erpetica primaria” e si presenta prevalentemente nei bambini sotto i 5 anni ma può colpire adolescenti e adulti.

Quasi il 90% della popolazione mondiale è HSV-1 sieropsitiva a 35 anni e , la metà di questi , soffre delle manifestazioni secondarie  definite “febbre del labbro” o herpes labiale. Tale patologia è equamente distribuita tra maschi e femmine, in tutte le razze, in tutte le aree geografiche e in tutte le stagioni.

Il contagio può avvenire per contatto diretto o attraverso la saliva da un soggetto sintomatico o asintomatico . Contratta l’infezione, HSV-1 potrà manifestarsi periodicamente come “herpes labiale”.

La gengivostomatite erpetica primaria esordisce con febbre seguita da infiammazione della mucosa orale e periorale con rapida eruzione di lesioni vescicolo-bollose e ulcerate che causano dolore su gengive, mucose orali, palato ma anche labbra e cute periorale. Tali ulcere possono raggiungere i 2-5 mm di diametro e guariscono in 14-21 giorni. Altri sintomi sono anoressia, irritabilità e linfoadenopatia cervicale e sottomandibolare.

La diagnosi di gengivostomatite erpetica primaria è solitamente clinica e si basa sul riscontro delle ulcere.La diagnosi può essere confermata con l’immunofluorescenza diretta eseguita sul fluido delle vescicole o sullo scraping della superficie dell’ulcera. Può essere usato anche lo striscio Tzanck che conferma la presenza del virus nelle lesioni ma non distingue HSV-1 da altri herpesvirus.

La terapia consiste nel mantenere una buona idratazione. Il dolore può essere controllato con antidolorifici e sciacqui. Nei pazienti immunocompetenti con intenso dolore, che non riescono ad assumere liquidi, si consiglia di somministrare acyclovir per via orale entro 96 ore dalla comparsa dei sintomi. 

Nei pazienti immunocompromessi è indicata la somministrazione di acyclovir per via endovenosa e, in caso di resistenza, foscanet da 80 a 120 mg per Kg al giorno.

L’herpes labiale colpisce prevalentemente le labbra e la regione periorale ma le lesioni possono manifestarsi in altre parti del viso. In seguito alla prima infezione, il virus rimane latente nel gangli dei nervi sensitivi e principalmente in quello del trigemino. Stimoli come immunosoppressione, stress, ciclo mestruale, febbre, esposizione prolungata al sole, possono causare la riattivazione del virus e la migrazione alla cute o alla mucosa periorale dando luogo alla manifestazione clinica dell’infezione erpetica secondaria o ricorrente. 

I sintomi prodromici sono sensazione di bruciore, formicolio e gonfiore nella sede dove apparirà la lesione. In seguito compaiono le vescicole che si trasformeranno in ulcere e poi si arriva alla comparsa di croste entro 72-96 ore. La frequenza delle ricorrenze varia di molto , da un episodio al mese in alcuni , a un episodio all’anno in altri. Anche se guarisce spontaneamente, l’herpes labiale causa dolore, problemi estetici, discomfort e può interferire con la qualità della vita soprattutto in pazienti soggetti a numerose ricorrenze.

La terapia convenzionale prevede l’impiego di acyclovir e di correlati come penciclovir, valacyclovir, famciclovir. Acyclovir può essere assunto per via topica (crema), per via orale (compresse) o per via endovenosa (fiale). Sono agenti che riducono la sintomatologia ma non curano l’infezione latente. Riducono solo parzialmente il tempo di guarigione delle lesioni e non hanno alcun effetto sulla frequenza delle ricorrenze. Altri limiti di questi farmaci sono l’emivita breve, la necessità di applicazioni frequenti , il rischio di nefrotossicità se assunti per via sistemica e la comparsa di ceppi HSV resistenti. Un’alternativa ai farmaci è rappresentata dal laser.

VZV è l’agente eziologico della varicella (infezione primaria); le manifestazioni secondarie vengono chiamate “herpes zoster” o “fuoco di Sant’Antonio”. VZV colpisce gran parte della popolazione e sia immunodepressi che pazienti immunocompetenti. Negli stati Uniti, dopo l’introduzione del vaccino, l’incidenza della varicella è scesa drasticamente e anche il rischio di sviluppare herpes zoster. L’impiego del vaccino, porterà a una continua diminuzione della prevalenza di questa infezione.

CMV rappresenta l’infezione congenita più diffusa nei paesi sviluppati. L’infezione primaria da CMV si presenta sintomatica nel 15% dei casi, con quadro severo. Nel rimanente 85% dei casi è asintomatica alla nascita ma il 15% di questi neonati va incontro a perdita dell’udito nei successivi 5-6 anni.

Le ricorrenze da HHV-6 e HHV-7 si manifestano solitamente nei pazienti trapiantati e sembrano essere responsabili di complicanze post-trapianto come l’encefalite e la polmonite interstiziale, in genere di grave entità.

EBV è l’agente della mononucleosi infettiva ed è fortemente correlato a patologie maligne come il carcinoma nasofaringeo, il linfoma di Burkitt, il linfoma di Hodgkin, il carcinoma gastrico e i disordini linfoproliferativi post-trapianto.

HHV-8 è associato al sarcoma di Kaposi e a due disordini linfoproliferativi, il linfoma a effusione primaria e la malattia multicentrica di Castleman, che interessano principalmente individui con AIDS.

 

L’articolo originale della dott.ssa Demarosi è tratto dal sito teamatwork.org . 

Bibliografia

C.L. Poole and S.H. James. Antiviral Therapies for Herpesviruses: Current Agents and New Directions. Clinical Therapeutics 2018; 40(8): 1282-1298

S.A. Al-Maweri, B. Kalakonda, N.A. AlAizari, W.A. Al-Soneidar,  S.Ashraf, S. Abdulrab, E.S. Al-Mawri. Efficacy of low-level laser therapy in management of recurrent herpes labialis: a systematic review. Lasers in Medical Science 2018; 33:1423–1430